logo Agenzia Scuola logo MIUR



“Urban Culture and Landscape Renewal”

Il  metodo di insegnamento/apprendimento che  avete scelto valorizza  interdisciplina e intercultura  e il lavoro di gruppo: quali ragioni Vi hanno portato a sceglierlo e che risposta avete  avuto dagli  studenti?

L’interesse scientifico e la creatività delle soluzioni progettuali sono conseguenze dirette di queste scelte.
Il lavoro in gruppo rappresenta, nell’ambito delle discipline della progettazione, il modo di condividere le proprie idee con gli altri nello sforzo di arrivare ad un progetto comune. La creatività individuale deve così essere messa a servizio del gruppo di progettazione nel suo complesso: solo attraverso la capacità di comprendere le ragioni e le idee altrui è possibile raggiungere il risultato.
pavia_1.jpgIl workshop dell’International Design SeminarUrban Culture and Landscape Renewal”  è così composto da 5 o 6 gruppi di progetto che lavorano sulla stessa area di progetto. Il confronto con gli altri gruppi di progettazione, anche in occasione delle revisioni ufficiali di progetto che si svolgono alla presenza di visiting professor di livello internazionale, arricchisce ulteriormente il confronto e le occasioni di dibattito.
Il workshop progettuale dell’ IDS “Urban Culture and Landscape Renewal”  aggiunge alla condizione del lavoro di gruppo quella della forte multi nazionalità. Ogni gruppo è composto da un partecipante per ogni delegazione, o comunque in ogni gruppo non si inseriscono più partecipanti della stessa Università. Questa scelta scaturisce dalla volontà di inserire gli studenti partecipanti in un contesto fortemente multiculturale. Ogni partecipante porta con sé la propria cultura, un approccio progettuale solitamente coerente con la Scuola di appartenenza, ma anche una specificità caratteriale e progettuale che deriva dalla sua personale esperienza e dalla sua carriera di studi.

Questo duplice aspetto, cioè il lavorare in gruppo e il lavoro in un contesto multi culturale, sono una condizione essenziale della disciplina progettuale contemporanea, che richiede la capacità di lavorare in un contesto globalizzato avendo però la capacità di confrontarsi con le ragioni dei contesti locali.

Gli studenti partecipanti, che solitamente hanno avuto esperienze progettuali di gruppo nelle proprie università di provenienza o che possono aver partecipato a programmi di scambio europei (Erasmus) o internazionali, si trovano così a doversi confrontare con propri coetanei provenienti ad esempio da Cina, Tunisia, Emirati Arabi Uniti, Giordania, Brasile, Polonia, Spagna, Svizzera, oltre che all’Italia.
Il workshop rappresenta così una esperienza veramente innovativa, sia dal punto di vista umano che professionale, nella quale gli studenti sono guidati anche dall’esperienza di tutor (docenti e ricercatori esperti in progettazione in campo internazionale), che vengono assegnati ad ogni gruppo e che indirizzano e armonizzano lo sviluppo delle fasi progettuali.
Il riscontro da parte degli studenti è estremamente positivo, superata la prima fase di conoscenza e di necessario confronto progettuale. Ogni studente acquisisce dagli altri nozioni ed approcci non ancora sufficientemente conosciuti, e al tempo stesso acquisisce la capacità di mediare le proprie posizioni e le proprie idee progettuali.
Il progetto architettonico è in grado di restituire fedelmente questa condizione: in ogni progetto si fondono diversi atteggiamenti progettuali per definire nuove soluzioni architettoniche e urbane, mai ideologiche o preconcette.

Altro aspetto caratterizzante è che spesso avete preso  in considerazione aree urbane dismesse e da riqualificare, così coinvolgendo anche la parte “pubblica” che di quelle aree potrebbe fruire, al punto che il Vostro Seminario è stato indicato come buona pratica per promuovere Innovazione e Creatività: il riuso rappresenta davvero un ‘opportunità per il futuro? 

pavia_2.jpgL’International Design Seminar “Urban Culture and Landscape Renewal” si occupa di riqualificare porzioni di città o di territorio, dismesse o che necessitano comunque di una conversione o di una trasformazione capace di rivitalizzarle.
Il tema di progetto, che comprende il sito oggetto di studio e di progetto oltre alla definizione di un quadro esigenziale coerente con le aspettative del territorio, varia di anno in anno ma ricomprende sempre funzioni collettive, insieme a residenza e spazi pubblici.
Questa compresenza di funzioni, inserite in un comparto di dimensioni variabili tuttavia da considerarsi unitario, garantisce il fatto che il sito sia attrattivo verso l’esterno per la presenza di funzioni collettive ma al tempo stesso realizza, attraverso la residenzialità, il fatto che l’area sia sempre vissuta e in qualche modo presidiata.
L’International Design Seminar “Urban Culture and Landscape Renewal” non si occupa cioè, per precisa scelta culturale, di progettare comparti monofunzionali o quartieri distaccati da una logica di inserimento urbano. La riqualificazione urbana e paesaggistica, anche attraverso il riuso di spazi ed edifici esistenti, rappresenta il tentativo di immaginare e progettare nuove funzioni e nuovi elementi di qualità in contesti parzialmente dismessi, sotto utilizzati o marginalizzati, dei quali però si mantengono alcuni elementi caratteristici o identitari. Le preesistenze architettoniche ed ambientali divengono così non un vincolo ma una opportunità.
Nella XIV edizione che si è tenuta a Lodz, in Polonia, l’IDS si è occupato di riqualificare e rivitalizzare un isolato urbano poco distante dal principale asse commerciale della città e comunque ricompreso nel centro della città anche se semi abbandonato. I partecipanti si sono occupati di riqualificare una fabbrica dismessa riconvertendola a centro culturale e multi mediale, oltre a riqualificare un grosso fabbricato in linea alto 11 piani e costruito in epoca socialista. Inoltre l’intero comparto, essendo in parte inedificato, può accogliere residenze per studenti e servizi di quartiere, quale il piccolo commercio e piccoli laboratori artigianali o artistici.
Infatti gli attuali spazi pubblici, ampi ma senza un ruolo riconosciuto, solo in parte utilizzati come mercato settimanale, sono stati riconfigurati da tutti i progetti: come spazio verde alla scala del quartiere, come spazio pubblico quale piazza che ospita il mercato o come nuova concatenazione di spazi aperti a carattere pubblico, semi pubblico e  privato.

Le stesse funzioni collettive, come il centro culturale e multimediale e i servizi, rappresentano luoghi collettivi e quindi “pubblici”. Le grandi funzioni urbane divengono elementi primari nel tessuto della città, cioè nuovi elementi di riferimento attorno ai quali il tessuto urbano può riqualificarsi e rinnovarsi.

L’insieme delle funzioni collettive e degli spazi pubblici rappresentano così una nuova centralità per il centro storico di Lodz, nuove attività capaci di dare vitalità al tessuto urbano e divenire il punto di partenza per un rinnovo più ampio e più profondo degli stretti confini progettuali.

Nella “costruzione del territorio e della città contemporanea”, pur consapevoli delle differenze culturali da parte dei soggetti che vi partecipano e delle diversità da luogo a luogo rispetto a cui quest’opera si attua, un momento essenziale  e che accomuna pare essere quello del Progetto: da un seminario internazionale come il Vostro sono emersi ulteriori spunti di riflessione in questo senso?

L’IDS rappresenta una occasione di forte crescita culturale e disciplinare per i partecipanti ma anche per i docenti. I temi e gli spunti sviluppati durante le varie edizioni dell’IDS vengono poi sviluppati nelle tesi di laurea o nei Dottorati di ricerca. Così è stato per le edizioni svolte a Pavia, che hanno rappresentato la base di partenza per i Corsi degli anni accademici immediatamente successivi, ma anche per Shanghai, Al Ain e Lucca, progetti sviluppati dai partecipanti nel corso della tesi di laurea o temi affrontati con maggiore consapevolezza teorica e applicativa nelle tesi di dottorato.
Tutte le edizioni dell’IDS vengono inoltre seguite da una pubblicazione che raccoglie i progetti commentati e analizzati, ma anche i contributi teorici e i saggi dei docenti che hanno partecipato all’intero workshop o che hanno svolto il ruolo di visiting professors.
Ogni workshop rappresenta così l’occasione di conoscere culture ed esigenze differenti, da assecondare con specifiche tecniche di progettazione e soluzioni conformi ai contesti di riferimento: in tutti i siti oggetto dell’International Design Seminar è stata però altrettanto evidente l’importanza del progetto architettonico e paesaggistico, per il suo ruolo determinante nel processo di rinnovamento.
Questa consapevolezza ha permesso di confrontarsi nel corso degli anni con il waterfront di Zakynthos in Grecia; con il lungofiume di Shanghai per la progettazione del sito per l’Expo 2010 e per la riqualificazione paesaggistica delle sponde; con la riqualificazione di un’oasi nel deserto degli Emirati Arabi Uniti piuttosto che nella riconfigurazione di un complesso monastico poi trasformato in ospedale psichiatrico, oggi dismesso, nelle colline di Lucca.

Il Vostro è un Seminario Internazionale: sensibilità e attenzione per Architettura, Paesaggio e Pianificazione territoriale sono molto diverse da Paese a Paese. In  Europa che situazione avete trovato?

pavia_3.jpgIl contesto e il dibattito architettonico internazionale è molto variegato e differenziato, ma si svolge ad una scala globale e sovranazionale: è difficile  oggi riconoscere con chiarezza Scuole ed approcci differenziati per Paese di provenienza, soprattutto in ambito europeo. Così anche solo in Italia si potrebbero individuare per ogni Facoltà alcuni indirizzi preferenziali di ricerca o di progettazione.
È possibile invece individuare alcuni approcci progettuali o tecniche progettuali specificamente riferite ad una Università o ad una Facoltà, sicuramente legate alla cultura di appartenenza, e nelle quali emerge un particolare aspetto sugli altri o nelle quali si preferisce un determinato processo progettuale.
Così in Italia la Scuola pavese pone particolare attenzione al rispetto dei caratteri propri dei contesti urbani e paesaggistici, così come all’adeguatezza, alla misura e alla coerenza del progetto rispetto agli obiettivi prefissati, mentre gli studenti della Technical University di Lodz dimostrano una particolare attitudine alla progettazione alla scala dell’edificio e alla rappresentazione dell’architettura. Gli studenti svizzeri dell’Accademia di Architettura di Mendrisio hanno una particolare propensione verso i temi a scala territoriale e verso l’utilizzo dei materiali, mentre gli studenti di Madrid dimostrano ottima attitudine verso la scala urbana e la declinazione del linguaggio architettonico alla scala dell’edificio.
In ogni caso occorre sottolineare come in Europa la sensibilità verso i temi architettonici, urbani e paesaggistici abbia caratteri simili, se confrontata con paesi e culture extra europee.

Vedi alcuni esempi dei Progetti presentati: /Immagine1.pdf Immagine 1  ;/Immagine2.pdf Immagine 2  ; /Immagine3.pdf Immagine 3  ; /Immagine4. Immagine 4  ; /immagine5.pdf immagine 5  



Titolo del progetto
International Design Seminar “Urban Culture and Landscape Renewal”

Nome dell’organizzazione che ha promosso/implementato il progetto
I.U.S.S. – Istituto Universitario di Studi Superiori, Pavia

Nome della persona responsabile del progetto
Prof. Angelo Bugatti

Contatti telefonici, email, indirizzo
Direzione IUSS
c/o Collegio Cairoli - Piazza Cairoli 1, 27100 Pavia
Dr. Adriano Gasperi
Adriano.gasperi@iusspavia.it
Tel. +39 0382 1750058

Prof. Angelo Bugatti
c/o DIET – via Ferrata 1, 27100 Pavia
angelo.bugatti@iusspavia.it
angelo.bugatti@unipv.it
Tel +39 0382 985407 (ufficio)
Fax +39 0382 985419

Sito web del progetto
www.iusspavia.it
http://www.iusspavia.it/master.php?id=104&sez=1




 



Archivio Showcase

Il progetto Orientmuse
10 Dicembre 2009
Francesco Vettori


La musica e l'immagine cinematografica, un progetto didattico esempio di buona pratica
5 Ottobre 2009
Francesco Vettori


Intervista a Flavio Milandri del Gruppo Fantariciclando
16 Settembre 2009
Francesco Vettori


La Biblioteca musicale digitale per il mondo
8 Agosto 2009
Federica Toci


La digitalizzazione al Conservatorio S. Pietro a Majella
27 Luglio 2009
Rudi Bartolini


Scatola Sonora
13 Luglio 2009
Federica Toci


'Kalòjeros: un carnevale balcanico'
15 Giugno 2009
Rudi Bartolini


S.I.SI.NE - Sistema Integrato di Simulazione per la Negoziazione
15 Maggio 2009
Francesco Vettori


“Urban Culture and Landscape Renewal”
4 Maggio 2009
Francesco Vettori


Il Progetto Porti d'Europa
1 Aprile 2009
Istituto Tecnico Nautico Statale Alfredo Cappellini


Mediateca 2000
16 Marzo 2009
Francesco Vettori


Crea©tivity+IDEA
27 Febbraio 2009
Francesco Vettori


Lingue immigrate in Italia
16 Febbraio 2009
Francesco Vettori


Il progetto MindScape, come sperimentare il pensiero creativo a scuola
29 Gennaio 2009
Elisabetta Mughini e Andrea Benassi